EDUCARE ALLA GENITORIALITÀ

Tra le tematiche e problematiche che il Centro per la famiglia prende in considerazione scopriamo, attraverso questo scritto, il rapporto di coppia, inteso come coppia genitoriale. Durante gli incontri effettuati con i genitori del territorio, ricorrono riflessioni che toccano temi importanti e che gli stessi genitori richiamano all’attenzione: 

  • la ciclicità della famiglia attraverso le generazioni;
  • la famiglia come perno, centro  della comunità, a cui tutto ruota intorno
  • i diversi punti di vista sulla famiglia
  • la famiglia che, in momenti di crisi o di particolare impegno, “fa girare la testa”, poiché richiede un’attenzione speciale e una particolare cura che non sempre si è preparati a concedere
  • il piacere di guardare una bella famiglia
  • la ciclicità del ritmo quotidiano, quindi le routine e i riti familiari
  • il valore degli ingranaggi, cioè di tutto ciò che mantiene in equilibrio la famiglia stessa
  • e altro ancora….

Tutte queste osservazioni sono prese in considerazione nel corso dei diversi incontri, in particolare si sottolinea come la vita familiare sia costellata da passaggi, in cui i vari legami familiari sono spesso messi alla prova da momenti di transizione, caratterizzati dagli eventi che mettono in discussione gli equilibri: si pensi in particolare alle nascite, ai nuovi rapporti con il mondo sociale, come per esempio l’ingresso dei figli nella scuola, alle perdite (morti, separazioni, malattie invalidanti). Ogni momento di transizione richiede la ricerca di una modalità adatta al suo superamento per ristabilire un nuovo equilibrio.

È importante a questo proposito non dimenticare il concetto dei punti di vista, per cogliere come il punto di vista possa fare la differenza nella comunicazione marito/moglie, padre/madre, genitore/figlio: un diverso punto di vista cambia infatti la prospettiva della comunicazione e degli eventi e, di conseguenza, la relazione assume significati nuovi, soprattutto dove sono presenti dei conflitti.

Il tema della gestione dei tempi e degli spazi nel rapporto con i figli è considerato cruciale per il benessere della coppia genitoriale, per questo la condivisione della responsabilità nei confronti dei figli parte da un continuo dialogo fra i genitori, insieme ad una stima sincera e ad una legittimazione reciproca. 

È abbastanza comune riscontrare che la dimensione genitoriale risulti predominante su quella di coppia, dato il bisogno di continua protezione e accudimento dei figli e le diverse costituzioni familiari. Questa concezione porta con sé conseguenze anche nel rapporto con i figli, quali ad esempio:

  • L’iper-investimento sulla riuscita sociale e prestazionale dei figli
  • Il difficile sviluppo dei processi di autonomizzazione e di individuazione
  • Il sorgere di alleanze genitore-figlio a spese dell’altro genitore
  • Confusione delle attribuzioni di ruolo

Diviene, quindi, fondamentale il concetto di legittimazione reciproca all’interno della coppia genitoriale. Concretamente il concetto si traduce in alcuni atteggiamenti, pensieri, interventi che entrambi i membri della coppia genitoriale dovrebbero assumere, in merito alla capacità/volontà di sostenere e aiutare il proprio partner nell’esplicitare il suo ruolo genitoriale, rispettando la sua diversità e unicità, il suo modo di essere e di vivere la genitorialità.

Quanto più ognuno dei membri della coppia genitoriale avverte la fiducia dell’altro nelle proprie capacità di essere genitore, tanto più entrambi i membri della coppia saranno in grado di affrontare la complessità emotiva ed etica proprie della cura responsabile. Non significa negare la possibile dimensione conflittuale, ma saper gestire le differenze in modo da permettere ai figli l’accesso ad entrambi i genitori. 

Una tematica cara agli interventi che il Centro per la famiglia propone, è legata all’attenzione al rapporto genitori-figli e sul concetto di cura responsabile, caratterizzata dagli aspetti affettivi di cura (protezione, calore, coccole) e dagli aspetti normativi di responsabilità (regole, spinte emancipative, limiti). Partendo dall’analisi di immagini di film e testi delle canzoni noti, abbiamo potuto effettuare una prima selezione di alcuni modelli di cura fra i più noti, che caratterizzano gli stili educativi, insieme alla ricerca dei punti di forza e dei limiti di tali modelli.

La riflessione ha condotto i genitori partecipanti agli incontri, ad individuare quali punti di forza del rapporto genitori-figli i seguenti contenuti:

  • La fiducia che il genitore sa trasmettere al figlio;
  • la condivisione delle esperienze attraverso un dialogo aperto e sincero;
  • il valore del sacrificio che il genitore testimonia al figlio;
  • il riconoscimento dei propri errori da parte del genitore;
  • la volontà del genitore di far conoscere al figlio il concetto di speranza per il futuro;
  • l’amore generoso e incondizionato che un genitore prova e dimostra al proprio figlio;
  • il rispetto dei sogni del figlio, dettato dal riconoscimento delle sue potenzialità.

Nello stesso tempo sono stati individuati i punti di debolezza che gli stimoli presentati hanno posto in evidenza rispetto al rapporto genitori-figli e che riportiamo di seguito:

  • la superficialità nell’affrontare o nel nascondere situazioni problematiche;
  • la sostituzione dei ruoli tra genitori e figli;
  • la mancanza di un accordo rispetto agli atteggiamenti educativi della coppia genitoriale nei confronti dei figli;
  • la mancanza di coerenza tra quanto viene richiesto al figlio e quanto viene assunto;
  • l’atteggiamento minaccioso e autoritario del genitore nei confronti del figlio;
  • l’atteggiamento passivo del genitore nei confronti dei propri figlio.

Per stile educativo si intende quell’insieme di pratiche, credenze, modi di agire che caratterizzano il modo in cui un genitore educa e si comporta con il proprio figlio. Lo stile educativo dipende dalle credenze individuali, dagli ideali, dalle pratiche sociali e culturali, dalla personalità del genitore.

Si possono individuare due dimensioni principali rispetto a cui si collocano gli stili genitoriali: l’accettazione caratterizzata dal saper riconoscere il figlio per quello che è, valorizzando le sue qualità personali senza pretendere di modellarlo secondo i propri criteri e il controllo, che consiste nella volontà da parte del genitore di intervenire direttamente sul figlio per guidarlo e stimolarlo sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista del comportamento.

Dalla combinazione di queste dimensioni si ottengono quattro diversi stili educativi: 

  • Permissivo/Trascurante: caratterizzato da uno scarso controllo;
  • Autorevole: caratterizzato da un giusto equilibrio fra accettazione e controllo;
  • Iperprotettivo: caratterizzato da un alto livello di controllo e da un basso livello di accettazione;
  • Autoritario: caratterizzato da un livello di accettazione pressoché assente.

Si sottolinea che gli stili genitoriali non vedono tra loro confini rigidi e la presentazione schematica degli stessi è puramente dettata da una volontà di chiarezza espositiva, tuttavia è importante riflettere anche sul fatto che ogni stile genitoriale, rigidamente assunto e attivato in modo prevalente sugli altri, può generare conseguenze dirette sui figli. Da qui nasce l’idea che un atteggiamento troppo autoritario da parte del genitore potrebbe generare nel figlio una scarsa attitudine a gestire in modo adeguato la propria autonomia ed i rapporti sociali; di contro, i genitori troppo permissivi rischiano di ingenerare nei figli atteggiamenti di scarsa cura e attenzione agli obiettivi da raggiungere insieme allo scarso interesse al raggiungimento di risultati in vari campi, da quello scolastico a quello sociale a quello di un prestigio personale. 

Appare evidente come un atteggiamento autorevole, che mantiene un equilibrio tra accettazione e controllo, sia quello da privilegiare nel rapporto tra genitori e figli. I figli infatti abituati ad un comportamento coerente e rispettoso del proprio benessere e della propria persona, da parte delle figure genitoriali, saranno fiduciosi nelle proprie capacità, si dimostreranno socialmente competenti e motivati ad ottenere risultati positivi nei vari campi di azione; saranno cooperativi e dotati di autocontrollo, capaci di gestire e superare in modo costruttivo conflitti e frustrazioni. 

Il Centro per la famiglia è sempre disponibile ad incontrare i genitori per affrontare insieme le tematiche legate all’educazione alla genitorialità ed a condurre momenti di incontro e confronto con i genitori stessi.

        Gli specialisti del Centro per la famiglia

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